Costruire una strategia continentale di emancipazione partendo dai popoli 2 settembre, 2009 | Redazione A Sud

Si è tenuto a La Paz, in Bolivia, nelle scorse settimane il seminario internazionale “Crisi del capitalismo, Ricolonizzazione e Alternative Popolari”. In quest’occasione, delegati di organizzazioni sociali e politiche e intellettuali provenienti dalla Bolivia, dal Cile, dall’Argentina, dal Brasile, dal Perù, dal Messico e dalla Colombia, insieme a diplomatici delle ambasciate di Cuba, Venezuela e Nicaragua si sono scambiati idee e hanno tra loro dibattuto. In chiusura è stata redatta una dichiarazione che ha cercato di sintetizzare le conclusioni dell’incontro.

Gli interventi dei rappresentanti boliviani hanno affrontato un’ampia gamma di questioni:dalle posizioni critiche della sinistra del MAS al governo, portate avanti dal gruppo Patria e Rivoluzione – Cattedra Che Guevara – alla presentazione del capo del gruppo parlamentare del partito di Evo Morales, César Navarro. Nell’organizzazione dell’evento emerge anche il gruppo Patria Socialista –  Movimento Guevarista. Hugo Moldi, giornalista e intellettuale boliviano legato ai movimenti popolari del Paese, ha parlato insieme  ai rappresentanti delle ambasciate di Cuba, Nicaragua e Venezuela e ha presentato insieme a Ana Ester Ceceña dal Messico, il suo recente libro “Bolivia ai tempi di Evo”.

Altre organizzazioni sociali e politiche della Nostra America hanno partecipato ai dibattiti, portando distinti punti di vista. Le sessioni hanno visto la partecipazione di un Lonko mapuche, massimo autorità della sua comunità, dal Cile un rappresentante del Fronte Patriottico  Manuel Rodríguez, militanti del giornale popolare “El Quinto” – che hanno garantito la presenza del Lonko nell’attività – e membri del Movimento dei Popoli e dei Lavoratori (MPT). Dal Brasile, hanno partecipato Membri del Movimento dei Sem Terra (MST), del Movimento delle persone colpite dalle dighe (MAB) e del PSOL, partito sorto negli ultimi anni che si propone come alternativa rappresentativa alla frustrazione della sinistra brasiliana di fronte all’atteggiamento del Governo di Lula.

Dall’Argentina son intervenuti rappresentanti delle organizzazioni Quebracho, dell’Unione delle Assemblee Cittadine (UAC) e, l’ultimo giorno, nella sezione dei rappresentanti delle ambasciate di Cuba, Venezuela e Nicaragua, è intervenuto il portavoce del Coordinamento delle Organizzazioni Popolari Autonome (COBA) di  Tucumán, che insieme ai Movimenti dei Lavoratori Disoccupati (MTD) formano il Fronte Popolare Darío Santillán. Sono intervenuti anche rappresentanti dell’Associazione Contadina della Valle del Río Cimitarra (Colombia) e  della Cattedra di Integrazione Sudamericana José Carlos Mariátegui dal Perù.

Due interventi hanno spiccato per il livello dell’analisi e per il contributo alle conclusioni del dibattito: quello di Claudia Korol, coordinatrice del Gruppo di Educazione Popolare “Pañuelos en Rebeldía” (Argentina), che ha fatto riferimento all’analisi critica dei processi di ricolonizzazione culturale, e quello di  Ana Ester Ceceña, Coordinatrice dell’Osservatorio Latinoamericano di Geopolitica del Messico, che ha presentato un panoramica ben documentata e precisa della crisi attuale del capitalismo e dei megaprogetti geostrategici, come l’IIRSA. Questi aspetti vengono riportati nella dichiarazione finale della conferenza.
Prospettive

La dichiarazione finale della Conferenza presenta una buona base di analisi. I partecipanti hanno dimostrato soddisfazione por il risultato anche se non sono mancati commenti autocritici rispetto alla mancanza di tempo per consentire un maggiore coinvolgimento delle organizzazioni popolari boliviane. Hugo  Móldiz ha proposto una prospettiva di continuità: “Sicuramante potremmo incontrarci nuovamente il prossimo anno, magari a Santa Cruz, il bastione della controrivoluzione, affinché lì possano vedere la forza di questo processo e la forza  di tutti i processi di cambiamento della Nostra America”.

Ciò che segue è il testo completo della Dichiarazione Finale del Seminario “Crisi del Capitalismo, Ricolonizzazione e Alternative Popolari”.

 

Dalla resistenza alla trasformazione, Dichiarazione finale

La Paz

Le dinamiche del capitalismo hanno portato il mondo ad una catastrofe, sia ecologica che sociale, senza precedenti. La distruzione della natura, l’estinzione delle specie, il saccheggio, lo sfollamento forzato, la precarizzazione della vita, la dominazione culturale, la violenza, l’impunità, l’esclusione, la mutilazione e la morte sono segnali di un sistema che nega la dignità e la vita. Sono i segnali di un sistema che è entrato in crisi e che colpirà forte per evitare la sua stessa caduta.

Sono segnali dell’insostenibilità di un modello di civiltà che sbandiera democrazia ma la soffoca dove prova a crescere; che sbandiera la libertà ma reprime anche le sue più piccole manifestazioni; che in nome della scienza discrimina e distrugge.

Il capitalismo è in crisi ma non è ancora caduto. Si ricompone e si reinventa cercando vie d’uscita. Indirizza la sua furia verso i popoli indisciplinati, ribelli e non sottomettibili. Prova in continuazione di ricolonizzarli, sottometterli e controllarli.

Per fare ciò usa il mercato, il sistema finanziario, i progetti economici, i mezzi di comunicazione di massa e le armi; cerca il riordinamento territoriale come strumento di controllo politico, e dispiega le sue forze militari, con tutta la brutalità possibile, per controllare e impedire la liberazione dei popoli. Il capitalismo oggi, di cui forza egemone sono gli USA, nonostante viva un processo di decadenza e di perdita di legittimazione continua ad essere potente, non solo nell’ambito economico e militare ma anche in quello ideologico. Per fare questo esiste l’industria culturale che converte la visione capitalista del mondo in senso comune universale.

La Nostra America è lo spazio vitale di ricomposizione dell’egemonia statunitense. Con Megaprogetti geostrategici come l’IIRSA, il Progetto Mesoamericano (prima PPP), l’ASPAN, il  Plan México e il Plan Colombia è stato creato un blocco anti-insurrezione che permette di contenere i processi di trasformazione che si stanno sviluppando oggi nella Nostra America.

Il Cile, come paradigma del modello neoliberista, il Messico, la Colombia e  il Perù sono i pilatri del blocco anti-insurrezione e i loro popoli vivono le conseguenze di una guerra sporca e la criminalizzazione di tutte le forme di organizzazione o di protesta sociale.

L’avanzare del progetto di emancipazione della Nostra America incontrerà sempre degli ostacoli fin tanto che gli Stati Uniti e i suoi alleati nel continente continueranno ad essere l’avanguardia della controrivoluzione continentale.

Noi, intellettuali, uomini in lotta popolare e militanti della vita della Nostra America riuniti nel Seminario “Crisi del capitalismo, ricolonizzazione e alternative popolari”, siamo convinti che il capitalismo non offre soluzioni per i nostri popoli, siamo convinti che è necessario lavorare per la costruzione di doppi percorsi, dove si offra una traiettoria non contraria ma diversa a questo sistema perverso; siamo coinvolti inoltre, che è necessario decolonizzare i territori e le menti.  

Sarà, inoltre, necessario:

– Costituire un soggetto nostroamericano, andando al di là delle frontiere che ci separano, recuperando e sviluppando un pensiero critico latinoamericano.

– Sviluppare una strategia continentale di emancipazione (resistenza- trasformazione) che parta dai popoli.
Affrontare il blocco contro-insurrezione per impedire le ingerenze, gli attacchi e le imposizioni

– Capire che le nostre lotte devono essere non legate circoscritte ad una nazione, ma estese al continente e al mondo intero.

– Creare nuovi paradigmi di organizzazione sociale, economica e culturale, nuovi progetti di vita basati sui valori del vivere bene, del rispetto della Pachamama e del rispetto tra gli esseri umani. Questa è la vera essenza della liberazione.

Queste sono le sfide che noi che lottiamo e noi intellettuali critici della Nostra America, impegnati nel processo di emancipazione liberante, dobbiamo considerare nelle nostre attività e nei nostri prossimi incontri.

La Paz, Bolivia

Firmano:

Presidencia Alterna del Parlamento Latinoamericano, Vía Campesina Brasil, Guardianes Latinoamericanos Para La Defensa del Medio Ambiente y el Turismo Humano (Venezuela), Bancada Parlamentaria del MAS (Bolivia), Centro de Estudios Sociales José Carlos Mariátegui (Venezuela), Asociación Campesina Valle Del Río Cimitarra (Colombia), Cátedra Che Guevara-Zarate Willca (Bolivia), Semanario La Época (Bolivia), Periódico El Quinto (Chile), Periódico Escena Contemporánea (Perú-Bolivia-Chile), Prensa De Frente (Argentina), Revista Negación de la Negación (Chile), Coordinadora Nacional de Unión de Asociaciones Gremiales (Bolivia), Federación Sindical de Mujeres Agricultores de Ixiamas (Bolivia), Federación Sindical de Productores Agrícolas de Ixiamas (Bolivia), Frente Nacional Campesino Ezequiel Zamora (Venezuela), Patria Socialista-Movimiento Guevarista (Bolivia), Juventudes MAS-IPSP (Bolivia) Radio Constelación 106.9 FM (Cuzco-Perú), Revista Mariátegui (Perú).

 

 

Traduzione: Maddalena Natalicchio

 

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