Corpi civili di pace in Terra dei Fuochi 6 aprile, 2017 | Redazione A Sud

Istituiti in via sperimentale con l’articolo 1, comma 253 della legge 27 dicembre 2013 n. 147, i Corpi Civili di Pace rappresentano una novità assoluta nel panorama europeo e mondiale: gruppi di operatori volontari che intervengono, tramite un’azione nonviolenta a sostegno di attori locali nelle aree colpite da situazioni di crisi. Questo modello sperimentale si propone l’obiettivo di ricercare soluzioni alternative all’uso della forza militare per la risoluzione dei conflitti. Competenze, capacità e sensibilità particolari, che non mancheranno ai giovani che sceglieranno di impegnarsi su “nuovi fronti”, saranno anche sviluppate da una formazione mirata e qualificata, appositamente prevista.

 

I CORPI CIVILI DI PACE NELLA TERRA DEI FUOCHI 

 

Il progetto, promosso da Amesci in collaborazione con diverse realtà locali e nazionali, tra cui l’Associazione A Sud, coinvolgerà 16 giovani in un’azione volta ad incidere su un conflitto ambientale nazionale. I principali interventi di “I Corpi Civili di Pace nella Terra dei Fuochi” saranno infatti:

  • monitoraggio e denuncia delle violazioni ambientali;
  • promozione di processi di mediazione;
  •  facilitazione e costruzione della fiducia tra le parti: popolazione locale e comunità rom ritenute responsabili di molti fuochi tossici generati nell’attività di recupero del rame e distribuiti su tutti i comuni della terra dei Fuochi;
  • processi di sensibilizzazione contro i comportamenti illegali.

 

La sfida è quella di dare nuovo e rinnovato vigore all’istituto della mediazione civile attraverso l’applicazione ad un settore di intervento quale quello ambientale.

 

 

IL PROGETTO

 

L’intervento progettato intende utilizzare i Corpi Civili di Pace per la prima volta su un conflitto ambientale nazionale, con la partecipazione attiva della popolazione locale. L’iniziativa si propone di estendere l’applicazione dell’istituto della mediazione civile ai conflitti in materia ambientale, notoriamente complessi e pregni di implicazioni sociali.

 

Primo Obiettivo Specifico: Disincentivare i comportamenti illeciti della popolazione ed incoraggiare il radicamento della cultura della legalità, attraverso un puntuale e continuo monitoraggio del territorio e la sensibilizzazione delle componenti sensibili, in accordo con le altre forze disponibili.

 

Secondo Obiettivo Specifico: limitare le conseguenze dell’emergenza attraverso l’informazione e la sponsorizzazione della qualità dei prodotti locali anche al fine di rafforzare l’economia locale.

 

Terzo Obiettivo Specifico: favorire la conoscenza e la portata reale del problema, delle sue conseguenze, delle sue risoluzioni attraverso un’informazione puntuale dello stato dell’arte da realizzarsi attraverso una newsletter mensile da consegnare porta a porta anche al fine di favorire la creazione e la crescita di gruppi di pressione.

 

Se sei interessata/o a partecipare al progetto puoi informarti qui

Maggiori informazioni sul progetto sono disponibili qui 



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