Cop22: parola ai governi. Ottimista Galletti, la Bolivia attacca 17 novembre, 2016 | Redazione A Sud

[Da Marrakech, Marica Di Pierri, Ass. A Sud]

 

Continuano gli statement dei Paesi nella sessione High Level della Cop22.

 

Vi proponiamo di seguito le dichiarazioni dell’Italia e della Bolivia: da una parte trionfalismo e ottimismo senza se e senza ma. Dall’altra la denuncia di meccanismi poco efficaci e pericolosamente sbilanciati verso gli interessi economici.  Trovate le differenze. E soprattutto le coerenze.

 

 

Concordia: Galletti, deve essere smantellata in Italia

LA POSIZIONE DELL’ITALIA

Stamani, nella sessione plenaria, l’intervento per l‘Italia del Ministro Galletti, un intervento di forma, che dichiara pieno ottimismo, voglia di protagonismo, fiducia nelle imprese e nella strada intrapresa. Senza riserve, senza un solo elemento critico.

 

Dopo Parigi l’impegno continua e si rafforza. La prova tangibile è l’entrata in vigore dell’accordo dopo appena 11 mesi. Oggi, con orgoglio, partecipiamo alla prima Conferenza dei firmatari di Parigi. Attraverso l’accordo possiamo portare avanti azioni internazionali che realizzino l’Ecologia Integrale di cui parla Papa Francesco.

 

Il 2015 è stato un anno di svolta: prima a New York abbiamo fissato gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile al 2030, poi a Parigi abbiamo firmato lo storico accordo sul clima, che ha cristallizzato una architettura al fine di mantenere l’aumento di temperatura sotto i 2° e di ridurre la vulnerabilità nelle aree piu povere del pianeta. Intanto la WMO ci avverte che abbiamo stabilmente superato i 400 ppm di Co2 in atmosfera: è una soglia scientifica ma anche psicologica: il tempo è scaduto e dobbiamo agire concretamente.  

 

L’Italia vuole affermare di fronte a tutte le nazioni del mondo che indietro non si torna, che il processo è irreversibile, ce lo chiedono i cittadini del mondo ma anche (o soprattutto? ndr) l’economia globale. Accanto ai governi ci sono gli attori non statali (leggi: le imprese. ndr) che vogliono essere parte attiva e stanno dando un contributo in molti settori economici con concretezza di risultato.

 

In Italia già il 40% dell’energia prodotta è rinnovabile, siamo pronti come sempre a dare il nostro contributo, a lavorare con partner che hanno meno risorse, come l’Africa e le piccole isole, ma non solo tramite la cooperazione internazionale. Vogliamo continuare sulla via segnata da Parigi.  L’Italia vuole dare il meglio per perseguire gli obiettivi dell’accordo e metterà il tema dei cambiamenti climatici al centro del G7 che ospiterà nel 2017″. 

 

(Sulla scarsa coerenza delle politiche italiane rispetto agli impegni presi a Parigi, si legga qui: L’insostenibile incoerenza delle politiche italiane sul clima)

 

pacheco

LA POSIZIONE DELLA BOLIVIA

 

Poco dopo Galletti, è il momento dello Statement dello Stato Plurinazionale della Bolivia. A prendere il microfono, e a esprimere le perplessità e le critiche condivise dai movimenti per la giustizia climatica di tutto il mondo, il viceministro dello Sviluppo Diego Pacheco Balanza.

 

Siamo molto preoccupati per lo scenario internazionale; per risolvere il problema dei cambiamenti climatici c’è bisogno di costruire una economia e servizio dei popoli, e l’unico modo è cambiare il sistema capitalista, che per difendersi e riprodursi manipola la realtà. Il capitalismo per riprodursi ha creato una macchina diabolica: imprese, finanzia, industrie e governi degli Stati piu potenti hanno causato i cambiamenti climatici e ora si propongono come salvatori del pianeta. I ppm di Co2 in atmosfera sono ad un nuovo record, ma molti paesi prenderanno misure solo dopo il 2020.

 

Il colonialismo economico creato attorno ai cambiamenti climatici diffonde numeri che non quadrano: con i contributi volontari dei paesi andiamo dritti contro una prospettiva di +3°, ma continuano a dire che possiamo rimanere sotto il +1,5°. Questa forma di colonialismo ci fa accettare bugie come fossero verità. Ha convertito le negoziazioni climatiche in manipolazioni.

 

Nè le istituzioni ad hoc che abbiamo creato ispirano fiducia: diventano con grande facilità cani fedeli dei paesi piu potenti. La Bolivia sta attraversando la più grande siccità della sua storia, che ha effetti drammatici su migliaia di persone. Lavorare davvero contro il caos climatico vorrebbe dire lottare al contempo contro la povertà.

 

L’accordo di Parigi deve tradursi in un impegno reale per salvare l’umanità e la casa comune. La Bolivia lavorerà senza risparmiarsi per far sì che tale accordo non venga assorbito e annullato nei suoi intenti da questo sistema economico capitalista senza scrupoli”.

 

 

Tags:



Back to Top ↑