Clima, in Italia record di aiuti alle energie fossili: 14,8 miliardi ogni anno 30 novembre, 2016 | Redazione A Sud

[di Antonio Cianciullo su repubblica.it] La denuncia di Legambiente in occasione del vertice di Marrakesh. Spendiamo lo 0,63% del Pil a fronte di una media europea dello 0,17% e molto oltre lo 0,20% degli Stati Uniti e lo 0,23% della Germania

 

ROMA – Alla conferenza sul clima di Marrakesh l’Italia ha ribadito l’impegno a tagliare le emissioni serra per difendere l’atmosfera, ma intanto continua a dare più sussidi alle fonti fossili che all’energia pulita. I numeri sono contenuti nel dossier Stop sussidi alle fonti fossili presentato da Legambiente in occasione del vertice in Marocco.

 

L’Italia spende 14,8 miliardi di euro all’anno tra sussidi diretti e indiretti alla produzione e al consumo di petrolio, carbone e gas: più degli incentivi a tutte le fonti rinnovabili. Secondo i calcoli del Fondo monetario internazionale per il 2015, a livello globale se si sommano gli aiuti ai fossili e i danni provocati dal loro uso si arriva a una cifra annuale pari a 5.300 miliardi di dollari. Vuol dire 10 milioni di dollari al minuto. E’ il 6,5% del Pil mondiale. Più della spesa sanitaria totale di tutti i governi del mondo. Ed è un flusso che continua a crescere: è aumentato del 10,4% rispetto al 2013.

 

Basterebbe decidere di chiudere questo rubinetto di finanziamenti per ridurre le emissioni di CO2 di 750 milioni di tonnellate (il 5,8% delle emissioni globali al 2020) contribuendo al raggiungimento della metà dell’obiettivo climatico necessario a contenere l’aumento di temperatura globale entro i 2 gradi. “L’Italia”, ricorda il vice presidente di Legambiente Edoardo Zanchini, “continua a comportarsi come se il problema dei sussidi alle fonti fossili non esistesse. Nel nostro conteggio non abbiamo calcolato né i soldi per il sistema stradale né i costi derivanti dall’inquinamento. Limitandoci a sommare gli sconti concessi ai camionisti che  producono una percentuale anomalmente alta di trasporto merci su gomma, gli incentivi alle centrali diesel invece che alle rinnovabili nelle piccole isole e gli sconti in bolletta alle aziende energivore si arriva a 14,8 miliardi di euro. Soldi che potrebbero invece essere investiti in innovazione”.

 

Secondo l’ultimo rapporto di InfluenceMap (un’organizzazione internazionale indipendente senza scopo di lucro) tra i paesi del G7 l’Italia è quello con i maggiori sussidi alle fonti fossili in rapporto al Pil. Siamo allo 0,63% a fronte di una media europea dello 0,17% e molto oltre lo 0,20% degli Stati Uniti e lo 0,23% della Germania. E nelle raccomandazioni che la Commissione europeaha inviato nel 2015 al governo italiano si bacchetta il nostro Paese proprio per il ritardo nell’introdurre tasse modulate secondo il principio del “chi inquina paga”, come la carbon tax, e nel rimuovere aiuti dannosi per l’ambiente, come quelli alle fossili.

 

(Pubblicato 17 novembre 2016)

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