CIMA – Continuiamo a coltivare integrazione 2 marzo, 2017 | Redazione A Sud

    Foto di Alessandra De Santis

Un progetto sull’integrazione. Un laboratorio di socialità e aggregazione. Un gruppo di ragazzi provenienti da diversi continenti.  Ecco gli aggiornamenti dal campo del progetto CIMA –Coltivare Integrazione Mediante Agricoltura.

 

Ogni settimana incontriamo e conosciamo meglio gli otto ragazzi migranti ospitati nel Centro accoglienza Astalli. L’occasione sono gli incontri formativi su orticoltura, giardinaggio e comunicazione ambientale, cui si affiancano i tirocini nell’orto urbano di Torpignattara e nella tenuta di Borghetto San Carlo. Nonostante le iniziali difficoltà linguistiche, la volontà dei ragazzi di imparare e la loro forte motivazione a partecipare rendono ogni appuntamento un arricchimento reciproco. Noi ci impegniamo ad adottare pratiche di educazione non formale e approcci laboratoriali che li impegnino, il più possibile, a svolgere attività pratiche cui possono contribuire in prima persona.

 

Le strutture del Centro Astalli ospitano gli incontri teorici curati dall’associazione Terra!. Durante gli incontri i ragazzi apprendono nozioni su agricoltura, rudimenti di giardinaggio, di frutticoltura e orticoltura che mettono poi in pratica durante i laboratori, che si tengono presso l’orto urbano di Torpignattara, gestito da Agologia e ImmensaMente. Qui i ragazzi si sono inseriti e integrati, si sentono a casa. Sono entrati in contatto con le persone che abitualmente frequentano l’orto. Assieme ai tutor di Agologia hanno realizzato due aiuole sinergiche e messo in pratica le tecniche agricole apprese, tra cui la pacciamatura, le consociazioni delle piante e la messa a dimora delle coltivazioni.   Nei ventidue ettari gestiti dalla Cooperativa Coraggio, nel parco agricolo di Borghetto San Carlo, i ragazzi apprendono ogni volta a svolgere nella pratica nuovi lavori, come la rincalzatura delle coltivazioni di cavolo nero e la messa a dimora di patate. Hanno appreso l’importanza della rotazione delle colture e i requisiti per coltivare in maniera biologica, come ad esempio, l’utilizzo di soli composti naturali per concimare il terreno e l’uso della poltiglia bordolese come fungicida naturale da adoperare soprattutto nella frutticoltura e nella viticoltura.

 

Oltre alle attività nell’orto, i ragazzi sono coinvolti in laboratori di comunicazione e utilizzo dei nuovi media tenuti dall’associazione A Sud.  I workshop di comunicazione si svolgono nella sede dell’associazione, auto costruita utilizzando i criteri della Bioedilizia.

 

I ragazzi partecipano entusiasti a queste attività, apprendendo le nozioni base della comunicazione attraverso i più disparati linguaggi, in particolare imparando ad utilizzare fotografie e video. Questa parte delle attività è utilissima per superare le difficoltà linguistiche che rendono complesso per i ragazzi raccontare in prima persona le attività del progetto: sono loro che fotografano quello che fanno, che girano i video e che, alla fine, realizzeranno un racconto multimediale dell’intero percorso.

 

Il progetto prevede anche la realizzazione di visite guidate in luoghi di particolare interesse: i ragazzi hanno potuto visitare nelle scorse settimane l’agriturismo Cobracor, una realtà romana (sita sulla Cassia, all’interno del Parco agroeconomico Casal del Marmo) che dagli anni 70 ha recuperato e autogestito i terreni dove sorge l’attività. Da anni ad occuparsi di produzione agricola, riqualificazione ambientale e a garantire occupazione dei soci è una cooperativa agricola. Ulteriore attività da realizzarsi nelle prossime settimane prevede una visita guidata presso l’orto botanico di Roma.

 

Le attività del progetto proseguiranno fino ad aprile. In primavera i laboratori pratici potranno approfondire diverse tecniche agricole, che saranno utili per realizzare un piccolo orto sinergico nel cortile del Centro Astalli.

 

Per informazioni e contatti: lauragreco@asud.net

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