Capovolgere il debito
(2004) 10 giugno, 2004 | Redazione A Sud

capovolgeredebitoCAPOVOLGERE IL DEBITO

 

per un’economia dei diritti

 

Edizioni A Sud

 

SINOSSI:
Se tutti hanno diritto alla stessa quantità di risorse e allo stesso spazio ambientale, quelli che occupano meno spazio hanno un credito verso quelli che ne occupano di più. Su questa idea di giustizia ambientale si fonda il concetto di debito ecologico. Il debito ecologico ha avuto origine durante il colonialismo e continua ad essere generato di giorno in giorno. E’ stato definito come il debito accumulato dal Nord verso il Sud per due motivi: il primo consiste nelle esportazioni di materie prime ad un prezzo molto basso – che non include i danni ambientali prodotti nel luogo di estrazione e lavorazione, né l’inquinamento su scala globale, come ad esempio l’effetto serra. Il secondo è l’occupazione gratuita o a buon mercato di spazio ambientale (l’atmosfera, l’acqua e la terra) per il deposito di residui produttivi. Confrontare parti del debito ecologico espresse in valori monetari, per quanto approssimativamente, con il debito estero può servire a dimostrare che quest’ultimo è già stato ampiamente ripagato, perciò non è il Sud ad essere debitore ma il Nord.

La campagna per la restituzione del debito ecologico parte da molto lontano: dal 1990 ha preso forza a Rio de Janeiro per poi allargarsi unendo varie voci e rivendicazioni. Queste voci ci chiedono di evidenziare le disparità sociali, di resistere all’imposizione di una monocultura che si basa sul denaro e sul mercato a danno della diversità, del benessere della comunità e della sostenibilità ambientale. Ci chiedono di proteggere e dare forza alle comunità ecologicamente sostenibili, di riconoscere il ruolo dei contadini e delle comunità indigene nella salvaguardia della diversità agricola e silvestre. Ci chiedono di salvaguardare il patrimonio culturale e rafforzare la sua diversità per le generazioni presenti e future. Ci chiedono di bloccare i brevetti sulla vita, di combattere le coltivazioni transgeniche, la privatizzazione della terra, dell’acqua, dell’energia e delle comunicazioni.

La campagna sul debito diventa una campagna di civiltà e sopravvivenza che dovrà coinvolgere i governi, l’Unione Europea, le grandi agenzie dell’Onu, tentando di rilanciare un dibattito per un sistema alternativo. Tutti, poveri e ricchi, dobbiamo cominciare a cambiare per continuare a vivere.

 

 

DETTAGLI:

 

Con la partecipazione del comune e della provincia di Roma, della Regione Emilia Romagna e Feder Parchi Italia, nel 2004 A Sud pubblica “Capovolgere il debito, per una economia dei diritti”, uno dei primi testi in italiano sul debito ecologico. Con contributi di Vandana Shiva, padre Alex Zanotelli, Giuseppe De Marzo, Alain Soumon, Aurora Donoso e Daniela Russì.


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