Bonifiche: Chi Inquina Deve Pagare

Bonifiche: chi inquina deve pagare

Intervista a Marica Di Pierri e Salvatore Altiero dell’Associazione A Sud sul decreto bonifiche emanato dal Governo Renzi e sulla Rete Nazionale  Siti Inquinanti su Libera.tv

 

Emergenza bonifiche per popolazione e territori
Speculazioni in vista per imprese e governo

Testo a cura di Marica di Pierri

Sono stati diffusi pochi giorni fa gli aggiornamenti dello studio S.E.N.T.I.E.R.I. – Studio Epidemiologico Nazionale dei Territori e degli Insediamenti Esposti a Rischio di Inquinamento. Gli aggiornamenti sono relativi a Taranto e alla Terra dei Fuochi e i dati contenuti sono inquietanti: +21% il tasso di mortalità infantile a Taranto rispetto alla media regionale. Per la Terra dei fuochi, nei 55 comuni interessati allo studio, +10% il tasso di mortalità per gli uomini e +13% per le donne della provincia di Napoli, +4% e 6% rispettivamente per la provincia di Caserta. Rispetto ai ricoveri di bambini entro il primo anno di età il tasso sale a +51% nella provincia di Napoli e del 68% nella provincia di Caserta.

I risultati confermano la gravità di una emergenza nazionale che riguarda – calcolando solo i 57 SIN – Siti di interesse nazionale per le bonifiche, poi ridotti a 39, il 3% del territorio nazionale (9.000 km2) e circa 10 milioni di cittadini italiani, un sesto della popolazione nazionale.

Mentre gli aggiornamenti dello studio S.E.N.T.I.E.R.I. diffondono dati allarmanti sull’incidenza di tumori e mortalità nelle zone ad alta contaminazione ambientale del paese, il ministro dell’Ambiente Galletti include nel decreto “Ambiente Protetto” meccanismi di semplificazione delle procedure di bonifica più vicine ad una deresponsabilizzazione completa degli inquinatori che ad una semplificazione amministrativa.

Nella nuova procedura, contenuta nel decreto 91/2014, pubblicato in G.U. il 25 giugno scorso, è prevista la presentazione, da parte dell’inquinatore, di un piano di bonifica con l’autocertificazione della veridicità dei dati riguardanti i livelli di contaminazione.
La procedura prevede poi l’approvazione da parte dell’ente pubblico entro 90 giorni dopodiché il privato avvia la procedura di bonifica presentando il Piano di caratterizzazione ex post invece che in via preventiva. Il piano deve essere esaminato dagli enti preposti entro 45 giorni, trascorsi i quali vale la regola del silenzio assenso.

Si tratta dell’ennesimo attacco sferrato dal governo Renzi (in continuità con gli esecutivi precedenti) contro la tutela ambientale e la difesa del diritto alla salute dei cittadini. Una prima norma discutibile era contenuta nel decreto Destinazione Italia, che interpretava l’emergenza bonifiche come una occasione di nuova industrializzazione più che come un processo di integrale riparazione ecologica.

Sul tema sono attive diverse reti sociali. Dal Coordinamento Nazionale Siti Contaminati, formatosi nell’ottobre scorso che riunisce i comitati attivi nei Sin, alla Rete Comuni Sin che raccoglie le amministrazioni locali dei Sin, alle diverse reti sociali Stop Biocidio attive in Campania, Lazio, Abruzzo, Brescia, Taranto etc.

Le emergenze sono e restano una emergenza nazionale che deve tornare ai primi posti dell’agenda politica nazionale, non come occasione per ulteriori meccanismi speculativi, ma come garanzia di rispetto dei diritti a vivere in un ambiente salubre, a non essere esposti a contaminazione ambientale, alla salute e quindi alla vita.

 

Per approfondire:

Contatti:

Pagina FB Stop Biocidio Campania

Pagina FB Stop Biocidio Lazio

Pagina Fb Stop Biocidio Abruzzo

Sito web A Sud

Sito web Rete Comuni SIN

 

 

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interviste di Jacopo Venier

riprese di Roberto Pietrucci

montaggio di Simone Bucci

 

 

*Articolo pubblicato su libera.tv, 8 luglio 2014