A difesa della nostra terra! 12 marzo, 2018 | Redazione A Sud

 

1A difesa della nostra terra!

 

Appello di Stop Biocidio

verso il corteo del 24 marzo

 

Scriviamo questo appello a tutti i comitati, le realtà di base, le associazioni, le organizzazioni politiche e sindacali e i cittadini che hanno a cuore il destino della nostra terra.

 

Nelle ultime settimane, grazie al coraggioso lavoro di inchiesta di giornalisti indipendenti da ogni condizionamento politico, è emerso l’ennesimo complotto criminale che riguarda il nostro territorio.

 

Il reportage Bloody Money di Fanpage mostra la classe politica della Campania, tanto il centrodestra quanto il centrosinistra, disposta per l’ennesima volta a contrattare con le camorre e l’imprenditoria collusa per ottenere soldi e voti in cambio di appalti gonfiati o canali illegali relativi allo smaltimento dei rifiuti. Dalle liste della destra eversiva di Fratelli d’Italia all’establishment della famiglia De Luca, il quadro di corruzione e disprezzo nei confronti della cosa pubblica è ormai innegabili.

 

Le elezioni del 4 marzo hanno travolto i responsabili della devastazione del nostro territorio decimando il numero degli elettori del PD, sconfitto in tutti i collegi della regione. Nonostante questo De Luca resta saldamente al governo, minaccia i giornalisti che gli fanno domande, querela gli attivisti che lo contestano e addirittura chiede ritorsioni contro le lavoratrici e i lavoratori che non restano in silenzio durante le sue passerelle.

 

In un paese civile, dopo le inchieste giornalistiche e della magistratura e dopo il disastro elettorale, la crisi di governo sarebbe inevitabile.
Vincenzo De Luca, invece, dimostra ancora una volta di considerare la Campania come un suo personale feudo, a scapito della legalità e del consenso cui dovrebbe sottostare chiunque sia incaricato dell’amministrazione del territorio.

 

Non serve ricordare che questo è l’ultimo capitolo di una storia lunga: quella dei poteri forti che hanno massacrato la nostra regione, accordandosi con le ecomafie e coprendo i loro crimini con il peggio della retorica razzista antimeridionale; quella che negli anni passati ha provato a convincerci che i tassi di mortalità per tumori della nostra regione dipendeva dai nostri stili di vita, dal sottosviluppo della nostra agricoltura, dalla nostra natura di lazzari e straccioni.

 

I video di Fanpage servono solo a dimostrare, una volta di più, che avevamo ragione.

 

Avevamo ragione quando dicevamo che i meccanismi emergenziali servivano a nascondere l’operato scellerato delle imprese incaricate di gestire il ciclo dei rifiuti. Avevamo ragione quando dicevamo che l’esercito, le leggi speciali, i commissariamenti servivano unicamente a sottrarre la nostra terra dal controllo popolare, dalla possibilità per la gente di vigilare su quanto accadeva e poter immediatamente denunciare gli abusi che venivano perpetrati.

 

Ora è il momento di tornare in piazza, in tante e tanti: perché se De Luca non si ferma davanti alle inchieste, alla magistratura, alle elezioni, dovrà necessariamente fermarsi di fronte ad un popolo che ha ancora il coraggio di pretendere verità e giustizia, ambientale e sociale. 

 

Chiediamo quindi a tutte e tutti di aderire a questo appello, di diffonderlo, di scrivere altri contributi e riflessioni che arricchiscano la riflessione pubblica di cui abbiamo bisogno. Chiediamo a tutte e tutti di mettere a disposizione, ancora una volta, energia, passione, idee per costruire una grande manifestazione che sappia dire una cosa semplice e forte: chi ha speculato sulla nostra vita deve andare a casa.

 

Insieme possiamo farcela. Insieme possiamo riprendere in mano il nostro destino.

 

A difesa della nostra terra. Sempre.

 

(elenco firme in aggiornamento su Stop Biocidio)

 

 

 

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