22 aprile. Salute, donne, ambiente: il legame che il ministero non vede 22 aprile, 2017 | Redazione A Sud

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22 aprile. Salute delle donne e Giornata dell’Ambiente: il legame c’è ma il ministero non lo vede

 

La denuncia della campagna Guardiane della Terra: “la giornata nazionale della salute delle donne si celebra il 22 aprile, come l’Earth Day. Ma dalle discussioni e dai tavoli di lavoro i fattori ambientali impattanti per la salute sono esclusi”

 

Il 22 aprile si celebra in tutto il mondo la Giornata della Terra e per l’occasione vengono ovunque promosse iniziative per sottolineare l’importanza della tutela ambientale del pianeta.

 

Ma il 22 aprile in Italia è dall’anno scorso anche la Giornata Nazionale della Salute delle Donne. La celebrazione, fortemente voluta dalla ministro Lorenzin, giunge quest’anno alla seconda edizione e dimentica di nuovo, colpevolmente, nonostante la concomitanza della celebrazione sull’Earth Day, che sulla salute umana – e su quella delle donne – hanno grande impatto le condizioni ambientali.

 

Il Ministero della Salute, guidato da Beatrice Lorenzin, ha individuato 10 aree tematiche considerate prioritarie per garantire la piena tutela della salute femminile. Peccato che tra le questioni più urgenti da affrontare non vi sia accenno alle condizioni ambientali e ai loro impatti sulla salute, nonostante l’emergenza contaminazione sia diffusa da nord a sud del paese e le conseguenze in termini sanitari siano comprovate da numerosi studi e da una folta letteratura scientifica.

 

Il Coordinamento Donne Salute Ambiente,  rete di organizzazioni, comitati e esponenti della comunità scientifica, che ha lanciato nel settembre 2016 il manifesto Guardiane della Terra – La salute delle donne è il futuro del pianeta, chiede ancora una volta e a gran voce al ministero e alle istituzioni competenti di colmare questa lacuna, ribadendo che la salubrità ambientale – che significa anzitutto prevenzione primaria, ovvero chiusura delle fonti contaminanti e bonifiche – e la previsione di spazi di partecipazione e controllo sociale delle politiche in campo ambientale e sanitario sono  precondizioni essenziali per garantire piena tutela della salute.

 

In Italia sono molti e allarmanti i dati che raccontano questa emergenza.

 

INFERTILITÀ – In Italia l’infertilità colpisce il 15% delle coppie. A Taranto, tra le città più inquinate d’Europa, l’incidenza di tumori al collo dell’utero è dell’80% superiore rispetto alla media regionale di riferimento.

 

Q.I. –  In Europa si registrano annualmente 59.300 casi di ritardo mentale dei nascituri causati dall’esposizione a pesticidi durante la gravidanza con una perdita annua di 13 milioni di punti di Quoziente Intellettivo.

 

ABORTIVITÀ – Si calcola che l’abortività spontanea correlata all’inquinamento atmosferico nel sud Italia aumenta del 19,7% per ogni 10 µg al m3 di PM10 e del 33,6% per la stessa quantità di ozono.

 

VITA IN SALUTE – In soli dieci anni, tra il 2004 e il 2013, secondo l’Eurostat, la speranza di vita in salute in Italia è diminuita di 7 anni per gli uomini e 10 anni per le donne.

 

COSTI ECONOMICI – I costi economici per i danni alla salute femminile causati dall’esposizione a interferenti endocrini come ftalati, parabeni, diossine, pcb etc. ammontano ogni anno a 1,5 miliardi di euro.

 

Di fronte ai profili di urgenza sin qui esposti, il Coordinamento Donne Salute Ambiente sollecita alle istituzioni un cambio di passo urgente nelle politiche a tutela della salute femminile, riproduttiva, neonatale e infantile.

 

 

Per leggere il manifesto e le proposte di Guardiane della Terra: https://guardianedellaterra.jimdo.com/il-manifesto/

 

 

Info e contatti: 

maricadipierri@asud.net

https://guardianedellaterra.jimdo.com

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