19 Dicembre. Giornata di mobilitazione europea contro il #TTIP 19 dicembre, 2014 | Redazione A Sud

ttip 19 dicMigliaia di persone scenderanno in piazza a Bruxelles il 19 dicembre per un’Europa sociale, ecologica e democratica e contro le politiche di austerità e il TTIP. Contadini, lavoratori, studenti, semplici cittadini occuperanno le strade di Bruxelles in occasione del prossimo European Council, programmato per il 19 e 20 dicembre.

 

Tutte le reti europee sono mobilitate, per sostenere una giornata di azione delocalizzata e il più possibile partecipata. La Campagna @StopTTIP_Italia aderisce alla mobilitazione, attraverso:

 

– iniziative organizzate a livello territoriale, con il supporto di gruppi e comitati locali;

 

  • la diffusione di volantini e materiali a disposizione sulle pagine dedicate del sito della Campagna Stop TTIP
  • il lancio di un tweet storm il 19 dicembre, inserendo nel tweet il link alla campagna http://goo.gl/TmMgZk, gli hashtag #StopTTIP e #D19 e l’indirizzo @StopTTIP_Italia

 

Tutte le informazioni e l’agenda delle mobilitazioni sono consultabili QUI 

 

Chiediamo a tutti, nelle forme più varie, di prendere parte alla mobilitazione. E’ l’occasione per dimostrare, ancora una volta, l’esistenza di un’opposizione diffusa al #TTIP e a tutte le politiche di liberalizzazione e di austerity sostenute dalla Commissione Europea e dai Governi dei Paesi membri.

 

 

COS’E’ IL TTIP

 

Il TTIP, Transatlantic Trade and Investment Partnership, il trattato di libero  scambio tra Unione Europea e Stati Uniti d’America attualmente oggetto di negoziati volutamente segreti, è qualcosa di più di una semplice trattativa di liberalizzazione commerciale. E’ l’ennesimo attacco frontale che vede lobby economiche, Governi e poteri forti accanirsi su quello che rimane dei diritti del lavoro, della persona, dell’ambiente e di cittadinanza dopo anni di crisi economica e finanziaria, in un più ampio tentativo di disarticolare le conquiste di anni di lotte sociali con le politiche di austerity e di redistribuzione del reddito verso l’alto.

 

Il negoziato TTIP, lanciato ufficialmente nel luglio 2013 e portato avanti in modo opaco e segreto dalla Commissione europea e dall’Amministrazione statunitense in vista di una sua possibile conclusione a fine 2014, disegna un quadro di pesante deregolamentazione dove obiettivo principale non saranno tanto le barriere tariffarie, già abbastanza basse, ma quelle non tariffarie, che riguardano gli standard di sicurezza e di qualità di aspetti sostanziali della vita di tutti i cittadini: l’alimentazione, l’istruzione e la cultura, i servizi sanitari, i servizi sociali, le tutele e la sicurezza sul lavoro. Con l’alibi di un’omogeneizzazione delle normative e la falsa illusione di risollevare l’economia dell’Europa, si assisterà ad una progressiva corsa verso il basso in cui saranno i cittadini e l’ambiente a farne principalmente le spese in un processo che porterà alla progressiva mercificazione di servizi pubblici e di beni comuni. Un rischio che viene tenuto sotto traccia a causa di trattative svolte a porte chiuse, sotto la forte pressione delle lobby delle industrie private senza un coinvolgimento efficace dei Parlamenti e del Congresso e senza che i cittadini vengano adeguatamente informati.

 

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